Sì, nella maggior parte dei casi un dente infetto può essere salvato con una terapia endodontica corretta, evitando l’estrazione. L’endodonzia moderna permette di eliminare l’infezione interna e mantenere il dente naturale in bocca, spesso in 1-2 sedute, con percentuali di successo molto elevate. Allo Studio dentistico Bardine a Carrara e Sarzana questo approccio è una nostra priorità: prima si cerca di salvare il dente, poi eventualmente si sostituisce.
Un dente che fa male va tolto o si può salvare?
Il dolore dentale è un segnale che quasi sempre indica la presenza di una infiammazione o un’infezione in corso. Avvertire dolore ad un dente non è però il segnale che il dente sia irrimediabilmente compromesso per cui sia necessaria l’estrazione come unica soluzione.
Nella maggior parte dei casi l’infezione può essere trattata con una casi una terapia endodontica corretta evitando la rimozione del dente. Eliminando i batteri e sigillando correttamente i canali,si stabilizza il dente, il quale torna funzionale senza provocare dolore, spesso per molti anni. L’estrazione è necessaria solo quando il dente è compromesso in modo irreversibile.
Nel nostro studio a Carrara e Sarzana vediamo frequentemente pazienti convinti di dover togliere il dente, ma che in realtà possono ancora conservarlo. Il dolore non è una condanna all’estrazione: è un segnale da interpretare correttamente.
Quanto è affidabile oggi l’endodonzia?
L’endodonzia moderna è una terapia altamente predicibile, con percentuali di successo superiori al 90% nei denti trattati per la prima volta. Questo dato è supportato da numerosi studi clinici internazionali (Ng et al., 2007; Salehrabi & Rotstein, 2004), che dimostrano come una cura canalare ben eseguita abbia una prognosi molto favorevole nel tempo.
Nei ritrattamenti la percentuale si riduce, perché si tratta di situazioni più complesse (canali già trattati, anatomie alterate, infezioni persistenti), ma rimane comunque elevata se eseguita con tecniche moderne.
Il punto chiave non è solo “fare una devitalizzazione”, ma farla con precisione assoluta: individuazione di tutti i canali, detersione completa, sigillo tridimensionale. Quando questi passaggi sono rispettati, il dente può durare molti anni, spesso quanto un dente naturale non trattato.
Una devitalizzazione ben eseguita non è una soluzione temporanea: è una terapia definitiva.
Chi si occupa dell’endodonzia nel nostro studio?
Nel nostro studio a Carrara e Sarzana, i trattamenti endodontici sono affidati alla Dr.ssa Simona Bonati, dedicata a questa disciplina. Svolge anche consulenze endodontiche per altri studi dentistici per risolvere i casi più complessi. Dal 2017 è Socio Attivo dell’Accademia Italiana di Endodonzia (AIE), società scientifica riconosciuta a livello mondiale, e attualmente è membro del Consiglio direttivo. È tra i pochi riferimenti in Liguria e in Toscana in questo ambito.
Per il paziente questo significa una cosa concreta: il caso viene gestito con esperienza specifica, non in modo generico. Quando la complessità aumenta, serve qualcuno che faccia solo quello, e lo faccia tutti i giorni.
Il microscopio operatorio serve davvero?
Sì, il microscopio operatorio aumenta in modo significativo la precisione del trattamento endodontico e le probabilità di successo. Nel nostro studio utilizziamo il microscopio ZEISS EXTARO, progettato per l’odontoiatria, parte delle tecnologie disponibili in entrambe le sedi.
Questo consente di individuare canali nascosti, trattare anatomie complesse e lavorare in modo più sicuro e conservativo. In endodonzia si lavora in spazi di pochi decimi di millimetro: vedere meglio significa curare meglio.
La precisione non è un dettaglio: è ciò che determina il risultato nel tempo.
Si può rifare una devitalizzazione già fatta?
Sì, attraverso il ritrattamento endodontico è possibile recuperare molti denti già devitalizzati. È una procedura più complessa perché bisogna rimuovere i materiali precedenti, individuare eventuali canali non trattati ed eliminare infezioni persistenti. La letteratura mostra percentuali di successo buone anche nei ritrattamenti, se eseguiti con tecniche adeguate.
Un dente già trattato non è automaticamente perso: spesso è solo un lavoro da rifare correttamente. Il ritrattamento è una seconda possibilità concreta per salvare il dente naturale.
Endodonzia o impianto: cosa è meglio scegliere?
Quando un dente può essere salvato, mantenerlo è quasi sempre la scelta migliore rispetto all’impianto. L’impianto è una soluzione eccellente quando il dente non è recuperabile, ma non è superiore a un dente naturale salvato.
Diversi studi (Torabinejad et al., 2007) mostrano che la sopravvivenza dei denti trattati endodonticamente è comparabile a quella degli impianti, che il dente naturale mantiene sensibilità e propriocezione e che il trattamento è spesso meno invasivo.
L’impianto sostituisce un dente perso. L’endodonzia evita di perderlo.
Nel nostro approccio clinico a Carrara e Sarzana, la domanda è sempre questa: possiamo salvare il dente? Se la risposta è sì, quella è la strada da percorrere.
Come si svolge oggi una cura canalare?
La terapia endodontica consiste nella rimozione dei batteri patogeni presenti nei canali, nella loro disinfezione e nella sigillatura. Le fasi principali sono: isolamento del dente con diga di gomma, detersione e disinfezione, sagomatura dei canali, otturazione tridimensionale.
Oggi questi passaggi vengono eseguiti con strumenti avanzati e protocolli rigorosi che aumentano precisione e sicurezza.
Il successo non dipende dal “fare la cura”, ma da come viene eseguita nel minimo dettaglio.
Quando un dente non si può salvare?
Un dente non è recuperabile quando la struttura residua dentale è insufficiente o è presente una frattura irreversibile. Le situazioni più comuni sono le fratture verticali della radice, la distruzione estesa del dente e la perdita di supporto osseo grave. In questi casi si valuta l’estrazione e la sostituzione con soluzioni protesiche o implantari.
Questa decisione si prende solo dopo una diagnosi precisa. Prima di togliere un dente, bisogna essere certi che non sia recuperabile.
Endodonzia a Carrara e Sarzana: come iniziare
Il primo passo è una valutazione clinica accurata con esame e radiografie mirate. Nel nostro Studio dentistico Bardine a Carrara e Sarzana analizziamo la reale possibilità di salvare il dente, la complessità del caso e le alternative terapeutiche. Spieghiamo sempre in modo chiaro cosa si può fare e cosa no, senza creare aspettative irrealistiche.
Il primo appuntamento non è una decisione: è il momento in cui capisci davvero la situazione.
Se ti è stato detto che il dente va tolto, vale sempre la pena verificare se esiste un’alternativa conservativa.
Contatta lo Studio Bardine alla sede di Carrara in Via Verdi 25 (tel. 0585 70353) o a Sarzana in Via Muccini 28 (tel. 0187 622044) per prenotare la tua prima valutazione. Un secondo parere, a volte, cambia completamente il destino di un dente.
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